
"MANIFESTAZIONE LAUDEMUS MARIAM"
Attraverso le note la lode alla Beata Vergine
Successo per la manifestazione “Laudamus Mariae”. Protagonisti molti muisicisti.
Lamezia Terme – Organizzata dalla parrocchia di S. Giuseppe Artigiano, in collaborazione con l'associazione musicale “Symphonia” e la Scuola di musica “Nuove Armonie”, si è svolto presso l'omonimo chiesa lametina, la manifestazione “Laudemus Mariam”. Un momento musicale particolarmente apprezzato, e che ha visto la partecipazione di numerosi artisti che si sono ritrovati per dedicare alla Vergine Maria, e in prossimità della festività liturgica di Maria Ausiliatrice, un singolare concerto. Alla presenza del parroco, don Carlo Borsetti, e di un nutrito pubblico, infatti, la serata canora si è aperta con il chitarrista maestro Giovannino Borelli, che ha proposto due personali elaborazioni di altrettanti celebri brani di estrazione liturgica: “O dolcissima Maria” e “Dolce Sentire”. Brano quest'ultimo, che ha anche registrato la collaborazione della giovane chitarrista Nicoletta Caputi. Per omaggiare la Vergine, è stata poi la volta del Coro polifonico “S. Giuseppe” che, diretto dai maestri Simona Gigliotti e Francesco Scaramuzzino, ha eseguito nell'ordine: “E' verso di Te che guardo “(coro di voci bianche); “Chi ci separerà” di M. Frisina; “Ave verum corpus” di W.A. Mozart; “Corale dalla Cantata 147” di J.S. Bacha ed infine “Ave Maria” di L. Perosi. Nella stessa serata, molto apprezzata è stata anche l'esibizione del coro polifonico “Symphonia” diretto dal maestro Feroccio Messinese. Il coro lametino, ha risposto al pubblico presente i brani “Laudate nomen Donini”; “Totus tuus” (M. Frisina); “Amen” e “Yesterday”. Lo stesso, ha invece concluso il concerto con “Le petit Ensable Symphonia” diretta dal maestro Vincenzo Virgillo. Giovane gruppo i fiati, con la partecipazione del pianoforte e delle percussioni, formato esclusivamente da ragazzi di scuola elementare e media, e che ha proposto la “Sinfonia numero 40” (W.A. Mozart); l'Inno alla gioia (L. Van Beethoven), “O dolcissima Maria”, e la “Travaiata” di G. Verdi.
Da:il Domani del 30/05/2004
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